CONSIDERAZIONI PERSONALI:
Di solito gli shoujo parlano d'amore,
di tenerezza e storie di giovani innamorati ma l'unico sentimento che si trova
in Life è "l'amore per la vita". Keiko Suenobu si distingue dalle sue
colleghe mangaka per i temi che affronta: violenza psicologica e fisica tra i
banchi di scuola. Si può pensare sia frutto di una fervida immaginazione ma
quello che la Suenobu scrive e disegna è una vera e propria denuncia sulla
realtà scolastica giapponese.
Life è un manga dai toni duri e violenti, di quelli che ti lasciano l'amaro in
bocca soprattutto se si pensa che al posto della protagonista Shiba può esserci
una vera ragazza che subisce queste angherie ma è anche vero che la suspence
creata suscita nel lettore un'attenzione e una curiosità quasi ossessiva.
La sceneggiatura fino ad oggi è ottima, gli attori principali sono sempre
gli stessi (Manami - Shiba ) e la causa pure (tentata seduzione di Shiba nei
confronti di Katsumi) senza l'abuso di personaggi esterni che cambiano in
continuazione. Oltre ai protagonisti le uniche comparse, o per meglio dire
complici, rimangono invariati: da una parte il gruppo di tre ragazze capeggiate
da Manani, dall'altra Shiba con i suoi amici Sonoda e Hatori.
Il tempo di narrazione è calibrato in base alla realtà disegnata, è
veloce quando Shiba e Hatori hanno rischiato di morire, è lento quando ci sono
delle ricerche approfondite sul perchè c'è astio tra Shiba e Manami. Questo è un
punto a favore perchè riesce a trasportare il lettore nell'universo creato dalla
Suenobu e senza volerlo si riesce ad immedesimarsi nello scenario, come una
telecamera che riprende istante per istante rendendo la lettura così intensa che
si arriva all'ultima tavola senza rendersene conto. Si può dire che i personaggi
vivono con noi nel momento della lettura.
Il tratto e l'uso dei retini sono a dir poco eccezionali. La
Suenobu ha dimostrato la sua bravura per quanto riguarda l'espressività. Per
quanto possano sembrare esagerate o innaturali le smorfie che disegna (i pianti,
il ghigno malvagio di Manami, l'atto del tagliarsi le carni) rendono
perfettamente l'anima del personaggio. Manami e Shiba indossano le loro
maschere: Shiba sembra una ragazza stupida, un'inetta ma quando si taglia le
braccia (il gesto ricorda l'atto dell'harakiri) o piange disperata, le
espressioni assunte mostrano il suo profondo dolore che tocca proprio il fondo
della disperazione, l'anima lacerata per il grande fardello che porta alle
spalle ovvero i tre tentativi di stupro che ha subìto, le violenze scolastiche e
l'ignoranza dei propri genitori, insegnanti e compagni di classe.
Manami sembra un angelo, una di quelle ragazze di porcellana tanto fragili...e
tanto meschine. La sua anima malvagia e quasi diabolica è rappresentata dalla
sua doppia personalità perfettamente resa dalle immagini della mangaka.
Ho apprezzato molto l'uso dei retini che riescono a evocare sensazioni di
paura, stupore, allegria e anche qualcosa di magico. Sono applicati con molta
cura risaltando al meglio ogni singolo dettaglio, giusto per creare uno
scenario prossimo alla realtà.
I temi trattati e soprattutto la denuncia alla società che ha
illustrato in Vitamin prima e in Life dopo sono pressochè
impressionanti soprattutto per la vicinanza degli ultimi episodi avvenuti nelle
scuole italiane: violenza di gruppo, bullismo e tanta imbecillità.
I genitori fanno finta di nulla ciechi per amore dei figli, gli insegnanti
insabbiano più episodi possibili per salvaguardare la loro reputazione (inascondono
anche le cose più evidenti immaginabili), i compagni di classe seguono il
"branco" come pecoroni, prendono di mira Shiba perchè "è una giusta causa" senza
sapere il perchè e il per come Manami la odia così tanto...questo atteggiamento
è molto visibile soprattutto in Vitamin (consiglierei di leggere prima
questo volume autoconclusivo che Life giusto per avere un'idea dei temi
trattati) dove la protagonista è stata presa di mira solo perchè ha avuto
rapporti sessuali completi con il proprio ragazzo e, per questo stupido motivo,
tutti la molestano fino a spingerla al suicidio.
Per concludere potrei dire che Life è uno di quei manga che illustrano fino a
che punto può arrivare la pazzìa di un'adolescente in crisi con una doppia
personalità che cerca in tutto e per tutto la distruzione del suo prossimo fino
a spingere terze persone in cambio di prestazioni sessuali, organizzare uno
stupro di gruppo e peggio ancora cercare un modo "pulito" per eliminare
definitivamente la sua vittima.
Ma se da un lato c'è la pazzia allo stato puro, dall'altro vediamo la forza di
vita di una ragazza che è entrata per futili motivi nel buio tunnel
dell'autolesionismo, di una vita costellata di violenze, molestie e angherie che
grazie a una forte volontà e coraggio da parte della protagonista, queste brutte
esperienze le danno la forza di ribellarsi al mondo intero e riprendersi la sua
vita.
Unica pecca del manga è l'edizione italiana: formato sotiletta, costo elevato a
5 € e date di pubblicazioni bibliche tanto che il prossimo uscirà tra 4 mesi,
dopo una pausa di 6...